Livorno unica in Toscana senza un ospedale nuovo o ristrutturato

L’ultimo annuncio, di una serie iniziata sedici anni fa, sul fantomatico nuovo ospedale è stato del presidente della Regione. Sì proprio quel Giani che per anni diceva di avere 200 milioni di euro nel cassetto per costruirlo e che all’improvviso ci ha fatto sapere che quei soldi non c’erano più. Ma l’Inail, ha assicurato, ci farà un prestito. Comunque, per cascare sul sicuro, ha scelto il giorno della Madonna di Montenero (15 maggio) per presentare urbi te orbi il progetto esecutivo. Appena sei anni dal giorno in cui è stata presa la sciagurata decisione di realizzare l’ospedale su metà del Parco Pertini. Insomma siamo nelle mani della patrona religiosa dei livornesi.

Fatto sta che grazie al Pd livornese (ed esterni vari camuffati da civici) e ai loro mandanti fiorentini, siamo rimasti l’unico capoluogo della Toscana a non avere né un ospedale ristrutturato né un ospedale nuovo, sia pure sottodimensionato. 

 Careggi è stato ammodernato e ampliato come Siena e Arezzo; a Prato, Pistoia, Lucca, Grosseto, Viareggio, Cecina sono stati costruiti nosocomi moderni; non si parli di Pisa dove, mentre si dismette lentamente il Santa Chiara, la Regione sta ampliando a dismisura Cisanello tanto da farne un polo di eccellenza e grandezza a livello europeo.

 E Livorno? Non pervenuto. Abbiamo i centenari Spedali riuniti che cadono a pezzi, con più impalcature e transenne che posti letto, e con i medici migliori che stanno lasciando per approdare in ospedali meno abbandonati o nel privato.

 La catastrofe sanitaria labronica è stata avviata nel 2010 con l’abbandono dell’avviata ristrutturazione degli edifici di viale Alfieri iniziata alla fine degli anni Novanta e che aveva già portato a realizzare ex novo pronto soccorso, pista per gli elicotteri, blocco operatorio, radiodiagnostica e radioterapia, servizi vari e alla progressiva riduzione delle grandi camerate.

 Arrivò il diktat dalla Regione: ospedalino nuovo come nelle altre città e il Pd livornese e la giunta comunale si misero sull’attenti. Da lì una serie di errori, sottovalutazioni della reale volontà dei cittadini, sabotaggio di due referendum popolari (uno con l’astensionismo e l’altro strozzato in culla grazie anche a un esponente del centrodestra), cincischiamenti, tre cambi di localizzazioni con i conseguenti ritardi, ripicche politiche dilatorie, finanziamenti ballerini dal project financing allo stanziamento “blindato” della Regione ma poi revocato alla prossima assunzione del mega-prestito dell’Inail. In questo valzer di incompetenza, chiacchiere e vanaglorie, sono passati 16 anni e Livorno non ha ancora un ospedale decente né è stato piazzato un mattone per terra. 

 Ora siamo nelle mani dell’Inail che dovrà sborsare i soldi per costruire l’edificio e attrezzarlo. Mamma Regione si è tirata indietro: dilazione dopo dilazione, i soldi destinati a Livorno sono finiti da altre parti. Molti a Cisanello, una sorta di sberleffo per quella fetta di livornesi che ancora perde tempo con “Pisa merda” e dintorni.

 Sei anni fa l’ottimista sindaco Luca Salvetti disse che l’ospedale nuovo sarebbe stato pronto nel 2025: siamo nel 2026 ma è alle viste solo il progetto esecutivo, figuriamoci sale operatorie, corsie, medici, infermieri e degenti. 

 Dicevamo che il destino della struttura principale della sanità livornese è appeso al giudizio dell’Inail (Istituto nazionale  per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro). L’ente, prima di sborsare 300 milioni del capitale formato coi contributi dei lavoratori, vorrà vederci chiaro sull’intera operazione. Diverse perplessità emerse in fase di studio e accantonate un po’ “alla livornese” dovranno essere esaminate e risolte. Si parla di assenza di parcheggi sufficienti previsti dalla legge, di costruzione su un rio “tombato” e sopra un parco pubblico, di assenza di una valutazione di impatto ambientale sull’intera area da via della Meridiana a viale Alfieri e via Gramsci, della demolizione di costruzioni recenti (blocco operatorio, reparto di radiologia e radiodiagnostica, pronto soccorso) per un valore di 35 milioni di euro solo allo scopo di ripristinare gli alberi e il verde cancellati per edificare sul parco la nuova struttura.

 Come si vede la via, nonostante siano passati invano 16 anni, è tutt’altro che in discesa. Se a Livorno, al contrario di tutte le altre città toscane, siamo costretti a ricoverarci in una sorta di cantiere edili invece che in un ospedale con comfort da anni Duemila, sappiamo chi ringraziare.

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