Il partenariato pubblico-privato sperimentato finora dal Comune, non ha dato buoni risultati.
Lo abbiamo constatato nel caso delle baracchine sul lungomare, per le quali i tentativi di riqualificazione e gestione attuati tramite avvisi esplorativi, non hanno ricevuto alcun apprezzamento.
Anche quello ambizioso per la rinascita dell’ippodromo te lo raccomando.
Con l’inglorioso affidamento a una società piratesca che ha incassato tutto quel che poteva ma non ha investito nulla di quel che doveva, approfittandosi dell’ingenua fiducia dell’Ente pubblico. Prima del triste avvio verso il fallimento e il processo penale.
Sono dunque farneticazioni, quelle del Comune? c’è un vizio d’impianto che rende impraticabile ogni suo progetto in cui si avvalga del PPP? eccesso di velleitarismo?
Così pare a giudicare dal bando, uscito in questi giorni, per l’assegnazione in concessione del complesso Astra, rivolto alle associazioni/società sportive.
Alle quali è richiesto di provvedere – a proprie spese – alla rigenerazione, riqualificazione, ammodernamento dell’intera area (nel rispetto dei vincoli ANAC e Codice contratti), con l’abbattimento di volumetrie irregolari, la ristrutturazione degli impianti sportivi e dei fabbricati, la desigillazione d’alcuni terreni, la piantumazione di nuove aree alberate.
(per ottenere il miglioramento ambientale d’un quadrante urbano soffocato dalle costruzioni, insieme a importanti finalità sociali)
In cambio, la volenterosa associazione/società vincitrice del bando (che non deve possedere alcuno scopo di lucro) manterrebbe la gestione per 19 anni al fine di rientrare degli investimenti.
Chi ha elaborato il piano economico finanziario, giudica che l’operazione possa stare in piedi?
Riusciranno i nostri Amministratori comunali a portare a buon fine questo loro ulteriore progetto di partenariato, ancor più improbabile dei precedenti?
Certo, nasce un timore.
Che l’operazione strampalata a cui il Tirreno dà risalto con l’ insolita sfida lanciata al mondo delle Associazioni, rappresenti una foglia di fico.
Frustrata la nobile intenzione dalla mancata collaborazione del privato/partner, il Comune potrebbe dirottare l’Astra verso un uso ben più speculativo.

