Ville storiche e nobili palazzi in abbandono

Continuano le gravi devastazioni a Villa Morazzana.

Rieccolo, portato alla ribalta sulla stampa cittadina, il degrado che sta distruggendo un patrimonio pubblico fatto di gloriose ville periurbane e di parchi, storici palazzi cittadini, nobili fabbricati che hanno esercitato una funzione civica e poi dismessi.

Un patrimonio imponente ma dimenticato, privo di progetti credibili di riutilizzazione e mandato in malora: forse è questo il segno più evidente della decadenza cittadina, del fallimento culturale ancor più che economico e turistico.

Rappresentano tante storie che testimoniano l’incapacità d’ideare strategie complesse, di concepire percorsi progettuali che ottengano interesse economico, attestano l’attenzione annoiata fatta solo d’elenchi burocratici, bandi disattesi e mancate vendite

Sono le opportunità trascurate di Livorno, complessi edilizi intrecciati a straordinari paesaggi marini e collinari, a una storia urbana unica in Toscana, immerse in un microclima invidiabile.

Ideali come luoghi di benessere e di cura, come centri per l’accoglienza dei villeggianti al mare e dell’escursionismo verso le belle isole, come santuari d’enogastronomia.

Ma il declino è irrimediabile, in una città schiava degli appetiti di cementificatori senza ritegno, delle pretese d’imprenditori che inseguono il privilegio e la rendita, allergici al rischio dell’investimento.

È una città che s’è ridotta a spremer poche gocce di reddito dai crocieristi più miserabili, mentre si rinserra nei riti tribali dell’infradito e del ponce, si rifugia nella consolazione del badalì, si lascia governare da chi si fa garante di predazione del territorio.

Che, fin dai tempi della ricostruzione post-guerra, ha  rinnegato il bello ereditato da un nobile passato, distruggendo fior d’architetture intatte o recuperabili.

E in questo quadro deprimente s’inserisce l’attività patetica d’un’Amministrazione comunale che vuol far dimenticare frustrazioni e disagi: promuove baldorie e ribotte, le scommesse sui cavalli, le meschinità al Goldoni e l’estate più lunga del mondo.

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