S’è appena manifestata, da parte d’alcune liste civiche locali, la volontà d’organizzarsi su scala territoriale più vasta, dando vita a un soggetto composito, denominato ‘Costa Civica’…
E ecco già emergere recriminazioni e distinguo, profilarsi litigi in prospettiva.
Alcune altre liste, dissimili per posizionamento politico, si lamentano di non essere state coinvolte, mentre il Sindaco di Livorno, uno dei protagonisti, tenta d’imporre la sua ricetta strategica per indicare la rotta al resto della comitiva: civiche sì, ma in alleanza col piddì.
Beh, può capitare, specialmente quando quelle formazioni azzardano evoluzioni di struttura che cozzano contro la loro stessa natura identitaria.
Una lista civica, infatti, opera prevalentemente nella dimensione locale, limita la sua progettualità ai problemi della comunità d’appartenenza, senza interferenze di filtri ideologici o di visioni politiche più generali. I suoi obiettivi sono il frutto di specifiche sensibilità, i suoi successi si misurano col pragmatismo del risultato apprezzabile.
Pertanto, l’iniziativa ‘Costa Civica’ non sembra propriamente in linea con l’ispirazione costitutiva del cosiddetto civismo, che a noi appare ancor più nobile quando genera interesse al bene collettivo ma resta estraneo al coinvolgimento nelle istituzioni, con queste in dialettica o addirittura in conflitto.
Il movente è allora qualcos’altro, più prosaico, e si tenta coi proclami fumosi di mascherarlo?
Avanziamo un’ipotesi temeraria:
i promotori principali paiono essere alcuni sindaci in carica: a loro, e alle claque plaudenti, la dimensione locale forse calza molto stretta, non assicurando la prosecuzione della carriera politica?
specialmente quando nei partiti tradizionali sarebbero accolti con molta freddezza?
Ve lo immaginate voi il Sindaco di Livorno che, dopo due mandati, se ne ritorna all’impegno di conduttore di LivornOlé su TeleGranducato?
