Un gruppo di amici, interessati al tema del rapporto tra potere pubblico e cittadini, ha deciso di creare un’Associazione e un giornale on line, che hanno chiamato Livornodomani.
Pensano che sia importante stimolare l’interessamento dei cittadini alla vita amministrativa pubblica, riferita almeno alle Istituzioni locali, partendo dall’assunto che sindaci, assessori e presidenti siedano sulle loro redditizie poltrone non per investitura divina, ma per concessione fiduciaria della comunità. E perciò operino nel suo nome e per suo conto.
Che la vigilanza debba esser costante, affinché il viatico elettorale non costituisca una legittimazione a prescindere. E, sui passaggi più importanti dell’azione amministrativa, i cittadini abbiano – almeno potenzialmente – la capacità di verificarne la costruzione giuridica e la corrispondenza ai programmi.
Per favorire, come afferma il Decreto legislativo n. 33/2013, “forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico”.
Tutto ciò deriva dunque da una possibilità consentita dalla legge, non è pretesa arbitraria, eccesso di protagonismo o sfogo di frustrazioni e invidie. Realizza il coerente esercizio di quell’ I care che fu inizialmente il motto di don Milani, poi assunto come leitmotiv da un progressismo umanista che non aveva steccati politici, prima della deriva sociale individualista e egoista.
È attenzione, generosa ma doverosa, alle vicende pubbliche che orientano la vita collettiva, ne formano l’intelaiatura regolativa interpretando i bisogni che si manifestano.
È proiezione d’un protagonismo che esce dell’ambiente familiare, si rivolge ai comportamenti che promanano dalle Istituzioni, che ci appartengono e condizionano allo stesso tempo.
È battaglia per la trasparenza, la legalità, l’efficienza, è lotta alla corruzione, intellettuale e materiale, all’uso possessorio d’un bene comune.
Per essere cittadini virtuosi, responsabili, solidali, occorre sentire d’esser partecipi.
